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CHI PUO' DONARE

Potenzialmente ogni uomo o donna potrebbe donare il sangue, e trattandosi di un atto volontario finalizzato ad aiutare il prossimo va rispettato il principio di non arrecare danno né al donatore né al ricevente.

Per questa ragione la normativa prevede la tutela di entrambi, imponendo ai Centri Trasfusionali di valutare tutte le condizioni di rischio ed indicando le pratiche cliniche e di laboratorio atte a garantire la massima sicurezza.

La donazione di sangue è un atto che non siamo costretti a fare ad ogni costo e pertanto il legislatore ha imposto dei requisiti di idoneità e dei criteri di selezione che servono a far sì che un’eventuale donazione di sangue non rischi di mettere a repentaglio la nostra salute.

Per la tutela del donatore il Decreto Ministeriale 3 marzo 2005, “Protocolli per l’accertamento della idoneità del donatore di sangue e di emocomponenti”, definisce dei requisiti fisici di accettazione del candidato qui di seguito riportati.

 

 

REQUISITI FISICI PER LA DONAZIONE

Il candidato donatore di sangue possiede età compresa tra 18 e 65 anni.

La donazione di sangue da parte di soggetti di età superiore può essere autorizzata dal medico responsabile della procedura della selezione, così come il reclutamento di un nuovo donatore di età superiore a 60 anni.

Possono donare sangue e plasma soggetti di peso non inferiore a 50 kg.

La pressione arteriosa sistolica deve essere compresa tra 110 e 180 mm di mercurio e la pressione arteriosa diastolica tra 60 e 100 mm di mercurio.

Il polso deve essere ritmico, regolare, e le pulsazioni comprese tra 50 e 100 al minuto. I candidati donatori che praticano allenamenti sportivi intensi possono essere accettati anche con frequenza cardiaca inferiore.

Può essere ammesso al prelievo il candidato donatore addetto a lavori pesanti o di particolare impegno qualora effettui una giornata di riposo dopo il prelievo.

Prima di ogni donazione il candidato donatore viene sottoposto all’esame per la determinazione dell’emoglobina o dell’ematocrito.

L’emoglobina non deve essere inferiore nelle donne a 12,5 g/dL e negli uomini a 13,5 g/dL; in casi particolari, ad esempio in Regioni con elevata incidenza di alfa o beta talassemia, a discrezione del medico responsabile della selezione, possono essere accettati valori inferiori ai limiti sopraindicati.

ALCUNI CHIARIMENTI SUI REQUISITI

Il limite di età di 18 anni è legato al fatto che in Italia è questa l’età con la quale la persona fisica acquisisce la capacità di agire, in contrapposizione alla capacità giuridica che è acquisita alla nascita. Il limite di età superiore è invece legato al fatto che con l’avanzare degli anni diminuisce la velocità con cui l’organismo ricostituisce il sangue prelevato o perso, e si vuole pertanto evitare che l’anziano, donando il sangue, diventi anemico.

Il limite di peso dipende dal fatto che la legislazione comunitaria prevede che il volume di sangue donato sia di 450 millilitri ± il 10%, e quindi può oscillare tra un valore minimo di 405 millilitri (in Giappone è 200!) ed un valore massimo di 495 millilitri. D’altra parte il volume di sangue circolante in un individuo corrisponde in media al 7% del peso corporeo, per cui in un soggetto di 50 kg circolano in media 3,5 litri di sangue. Ora, statisticamente la sottrazione acuta di sangue si associa ad un malore (reazione o shock ipovolemico) quando il volume sottratto supera il 15% di quello circolante; 495 millilitri, che è il volume massimo che si può donare, corrispondente invece al 14% del volume ematico di un soggetto di 50 kg. Stabilendo questo limite di peso si è voluto pertanto evitare che la donazione di sangue potesse determinare un malore nel donatore.

Le limitazioni poste alla pressione arteriosa ed alla frequenza cardiaca rispondono alla medesima esigenza: la sottrazione acuta di circa mezzo litro di sangue può provocare delle modificazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca che possono determinare malori in soggetti con valori che siano già al di sopra o al di sotto di quelli considerati “normali”. Naturalmente ciò che conta è il valore misurato in occasione della visita di idoneità: il fatto di avere avuto in precedenza occasionalmente dei valori “alterati” non pregiudica la possibilità di donare.

Un commento infine ai valori di emoglobina: la donazione di una unità di sangue intero, cioè del sangue come scorre nelle nostre vene e non di un suo singolo componente, sottrae mediamente 60 grammi di emoglobina e ne diminuisce la concentrazione nel sangue del donatore di circa 1,2 - 1,5 g/dL. Rispettando i valori soglia di emoglobina stabiliti per l’ammissione alla donazione, la concentrazione di emoglobina di una donna che ha donato può raggiungere un valore minimo di 11 g/dL e quella di un uomo di 12 g/dL; ora, se si considera che la trasfusione di sangue in un adulto non è giustificata per valori di emoglobina superiori a 10 g/dL si comprende che i valori soglia sono stati stabiliti in modo da garantire che chi dona non solo abbia abbastanza sangue per sé prima di donare, ma continui ad averlo anche dopo la donazione.