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COSA SIGNIFICA DONARE

CHE COSA E'

La donazione di sangue consiste nel prelievo di un determinato volume di sangue da un soggetto sano, chiamato donatore, al fine di trasfonderlo in un soggetto che ha bisogno di sangue o di uno dei suoi componenti, chiamato ricevente.

Il rapporto donatore-ricevente non è un rapporto 1 a 1; ogni unità di sangue intero donato viene frazionata in tre emocomponenti, cioè globuli rossi, plasma e piastrine, ognuno dei quali può essere trasfuso separatamente ad un diverso paziente: il rapporto quindi è 1 a 3.

Va anche sottolineato che nell’organismo umano i vari componenti del sangue hanno durate di vita limitate: i granulociti durano alcune ore, le piastrine una settimana ed i globuli rossi 100 giorni.

Il sangue donato, al pari di quello non donato, è dunque deperibile ed ha pertanto una scadenza temporale, dopo la quale non può essere più utilizzato.

La necessità di donazioni è dunque continua, non stagionale: non c’è bisogno di donazioni di sangue solo d’estate!

 

PERCHE' SI CHIAMA DONAZIONE

Dare il proprio sangue per il prossimo non è né un diritto, né un dovere individuale, ma è un dovere della comunità o collettivo, nel senso che anche se non sono tutti obbligati a darlo, qualcuno però “deve” farlo, essendo l’uomo l’unica fonte di approvvigionamento del sangue.

Essere quel qualcuno che dà o essere gli altri che non lo fanno è una scelta libera dell’individuo e l’atto che ne consegue è un dono.

Per questo si parla di “donazione” del sangue, perché si tratta di un atto volontario di generosità, che pertanto non può essere oggetto di remunerazione.

La non remunerazione della donazione di sangue è sancita sia dalle norme italiane che da quelle europee, ed ha anche una finalità sanitaria, in quanto l’incentivo economico per una persona in difficoltà può spingere a donare più frequentemente di quanto sia lecito, mettendo a repentaglio la propria salute, ed anche a negare dei fattori di rischio pur di poter donare, mettendo così a repentaglio la salute dei riceventi.

Tutto ciò purtroppo accadeva alcuni decenni orsono.

Sempre per evitare abusi e per tutelare la salute dei riceventi, la legge prescrive che la donazione sia anonima, nel senso che il donatore non deve conoscere l’identità dei riceventi ed il ricevente non deve poter risalire al donatore.

La donazione di sangue è quindi un “dono” ad ignoti malati che non potranno mai ringraziare personalmente l’anonimo donatore. In Italia, per sottolineare il riconoscimento sociale del valore di quest’atto sono previsti crediti formativi per gli studenti delle scuole superiori e delle università, e l’assenza retribuita dal lavoro, posta a carico degli enti previdenziali, per tutto il giorno della donazione per i lavoratori dipendenti.

Quest’ultima misura non esiste in alcun altro paese dell’Unione Europea.